« S.K.I. | Homepage | ASX Australia Stocks Exchange - Borsa »

sabato, aprile 19, 2008

I nostri rappresentanti in Italia

Finalmente e' ufficiale, Nino Randazzo e Marco Fedi del Partito Democratico sono stati riconfermati rispettivamente al Senato ed alla Camera dei Deputati.
Non voglio essere il solito picconatore ma a cosa servono questi due?
Per difendere i diritti degli italiani all'estero. Quali sono i nostri diritti?
- Riacquistare la cittadinanza italiana! Oggigiorno si possono avere tutte le cittadinanze che si vogliono senza dover rinunciare a nessuna.
- Promuovere la cultura e lingua italiana! Cio' e' gia' coperto benissimo dai vari Istituti di Cultura Italiana all'estero e dagli Enti vari come ad esempio la Dante Alighieri.
- Essere punti di contatto per l'Italia! E i consolati e le ambasciate che ci stanno a fare!
- Promuovere l'Italia all'estero! Gia' fatto dall'ICE (Istituto per il Commercio con l'Estero) e Enti per il Turismo vari.
- Per le pensioni! No comment
L'unico diritto che mi viene in mente potrebbe essere quello del voto all'estero, ma cio' mi sembra piu' che altro, con una metafora, un cane che si morde la coda.
Questi due parlamentari ci costeranno delle cifre astronomiche fra stipendi, viaggi, indennita' varie, bonus e quant'altro senza aggiungere assolutamente nulla a quello che il governo italiano gia' offre agli italiani all'Estero.
Attendo i vostri commenti.

Commenti

Ciao Christian, quello del voto degli Italiani all'estero è un bel mistero, non si capisce bene chi l'abbia voluto (a parte il promotore) e a cosa possa servire. Discorso diverso è offrire la possibilità agli Italiani temporaneramente all'estero per studio o lavoro di esprimere il loro voto, ma costoro non sono tra i beneficiari di questa legge che in definitiva reputo da rivedere se non addirittura da abolire.

Ti segnalo che anche Lucio del blog "From Italia to Australia" ha aperto un thread simile:
http://www.yepayepa.net/australia/20080416/votare-allestero/

Scritto da : Carlo | domenica, aprile 20, 2008

Hai perfettamente ragione!@
Randazzo e Fedi, Tweedledee eTweedledum della 4rta circoscrizione, che pena. Che vergogna essere rappresentati da questi due parassiti.
Detto questo la legge va modificata. La legge all'estero e' sbagliata. Ma dico vi rendete conto della nostra circoscrizione? Cosa abbiamo in comune noi espatriati italiani in Asia, con gli immigrati italo australiani o in sud africa il 90% dei quali non sa neanche parlare italiano e che francamente dell'Italia non gliene frega proprio niente.
Ma perche' mai un italiano che non paga le tasse e che vive da 50 anni all'estero puo' decidere delle sorti del mio paese?
E poi questa mentalita' di assistenzialismo sempre...
Saluti da Singapore

Scritto da : Il Mango di Treviso | lunedì, aprile 28, 2008

A proposito del "non si capisce bene"
L'Italia ha risolto in modo originale la questione dell'esercizio del diritto di voto dei propri cittadini all'estero. Non ancora completo, poiché mancano i temporaneamente residenti all'estero, ma nella discussione che presto avvieremo sulla riforma elettorale includeremo anche questi, oltre a modificare, migliorandoli, gli aspetti della personalità e segretezza e tutta la tempistica organizzativa. Originale dicevo poiché non solo si promuove la partecipazione politica ma si eleggono cittadini italiani residenti all'estero. I promotori di questa iniziativa hanno preferito questa soluzione che risponde alla necessità che vi sia un rapporto tra eletto e territorio e consente comunque di rappresentare istanze e problemi. Dai temi della sicurezza sociale a quelli della promozione culturale e tutte le questioni che Christian sollevava. Se non fossimo intervenuti alla Camera ed al Senato non avremmo salvaguardato - in un momento di forti tagli al bilancio dello Stato - i capitoli di bilancio di cui parli. Non avremmo di fatto aumentato le dotazioni delle Camere di Commercio. Non avremmo esteso le detrazioni per carichi da famiglia, la riduzione ICI, la 14esima delle pensioni INPS ai residenti all'estero. Forse per qualcuno è poco in meno di 2 anni! Faremo di più e meglio, al primo posto la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza il cui testo abbiamo già ripresentato.
Per il resto le offese e gli attacchi alla casta non mi toccano: ho una visione della poltica che è dovere, lavoro, impegno!

Marco Fedi
Deputato Partito Democratico

Scritto da : Marco Fedi | martedì, maggio 06, 2008

Cosi si intende per riacquisto della cittadinanza?? Chi prende la cittadinanza di un altro stato di solito tiene la doppia cittadinanza, così come chi acquisisce la cittadinanza italiana usualmente mantiene quella di origine, e i figli (o i nipoti) degli immigrati italiani all'estero (magari quelli partiti negli anni 50) non possono già richiederla senza problemi?? (Non so come funzioni per noi ma ho un'amica Kiwi la cui nonna era Irlandese e lei si è presa anche la cittadinanza Irlandese)

Scritto da : Alex | martedì, giugno 17, 2008

Per riacquisto della cittadinanza italiana si intende la possibilità di riprendere la cittadinanza italiana alla quale occorreva rinuciare prima dell'entrata in vigore della legge 91 del 1992, quindi prima del 1992. Il riconoscimento, invece, riguarda tutti coloro i quali, nati da cittadini italiani, debbono essere registrati ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana: potenzialmente si può essere cittadini italiani ma occorre recarsi in Consolato per verificare che all'atto della nascita uno dei genitori fosse italiano e non si è persa la cittadinaza per altre ragioni. Una volta riconosciuta la cittadinanza si può chiedere il rilasciodel passaporto.

Scritto da : Marco Fedi | martedì, giugno 17, 2008

Ciao italiani-all'estero-dall'altra-parte-del-mondo.
Mi trovo su questo blog per purissimo caso, alla ricerca di ben altre informazioni. Ma, anche se con qualche mese di ritardo, accolgo l'invito del padrone di casa a partecipare con commenti.
Non entro in merito al lavoro svolto dai due eletti della vostra circoscrizione; a loro proposito dico solo che mi sembra lodevole (e al passo coi tempi) il fatto che il signor Marco Fedi sia intervenuto sul blog.
Da espatriato recente dall'Italia, sono ben contento di poter dire la mia al momento delle elezioni. Sono 6 anni che mi trovo in Francia, e tutti i giorni apro siti di informazione italiana e blog di politica e società perchè mi sento molto toccato da cio' che avviene in Italia, nella mia città, alla mia famiglia ed ai tanti amici che ho lasciato là. La nazione che mi ospita mi permette di esprimermi in quanto cittadino solo al momento delle elezioni locali, non per il Parlamento o per le presidenziali. Per le europee potrei scegliere. Un giorno potrei ritornare in Italia a vivere, quindi non vedo perchè non dovrei poter continuare ad interessarmi ed ad esprimere il mio parere, almeno al momento delle urne.
E' vero che c'è gente che vive da 50 anni all'estero e a cui non frega niente di chi siede in Parlamento. Pero' qui bisogna relativizzare. Innanzitutto se non frega niente dell'Italia non è detto che si sbattano per votare. Poi, con la loro scelta non è che sconvolgono gli assetti della democrazia italiana (vabbhé, guardando alle elezioni del 2006 verrebbe da dire di si', ma solo perchè i risultati delle circoscrizioni estere sono stati spogliati dopo, la frittata l'hanno fatta in Italia con il resto degli eletti).
Se dovessimo guardare a chi merita di influire sul corso di una elezione, io sarei per togliere il diritto di voto a ben altra gente, residente in Italia questa volta. sarebbe bello poter fare un patentino "Formazione Civica" e solo chi ce l'ha puo' partecipare. I parametri potrebbero essere: guardare almeno un telegiornale al giorno, non evadere le tasse, fare la raccolta differenziata, rispettare il limite di velocità, fare almeno un'attività di volontariato all'anno, assistere ad un paio di sedute di Circoscrizione all'anno....

Voilà, ecco il mio contributo, spero tutto vada bene laggiù nel Paese dei canguri. :-)

Scritto da : Diego DID | giovedì, agosto 28, 2008

Scrivi un commento